In noi sono costantemente presenti il bene e il male. Dio e il Tentatore si fronteggiano senza tregua su questo umano campo di battaglia e così l'uomo diviene contemporaneamente spettatore e arbitro della lotta. Ecco perché ha tanto bisogno di trovare forza e sostegno per non soccombere.
Ha bisogno di essere consolato e chi può farlo adeguatamente?
Chi, meglio dello Spirito Santo, che dimora in lui, può sollevarlo e aiutarlo a dare il giusto senso a tutto?
Perché, allora, si va tanto lontano da noi a cercare conforto?
Perché si va fuori di noi a cercare la verità delle cose, dei fatti, dei nostri stati d'animo frustrati da tanto malessere?
Perché andiamo da altrettanti poveri mortali e ci affidiamo alle loro cure, prestiamo fede ai loro consigli, anche se sappiamo bene che non si comportano da figli della Chiesa?
Per incontrarci con lo Spirito Santo non occorre metterci in strada, non servono appuntamenti, la linea telefonica è sempre libera…e neanche c'è da aprire il borsellino!
Ci ascolta e si fa sentire subito se abbiamo fede, fiducia, umiltà. Se crediamo, giungeranno le più semplici risposte ai nostri più complicati interrogativi!
Con Lui tutto è amabile, dolce, dolcissimo; il che non vuoi dire facile, comodo, acquietante, perché il dolore rimane dolore, la croce continua ad essere croce, la tentazione non smette di pungolare.
È il nostro atteggiamento a cambiare di fronte al dolore, alla croce, alla tentazione: non li subiamo, non ne restiamo succubi, ma riusciamo a porci al di sopra della loro possibile presa, almeno il più delle volte.
Restiamo noi i padroni della situazione, guardiamo in faccia serenamente al dolore, alla croce, alla tentazione e con cuore dilatato dal divino conforto dello Spirito ci lasciamo forgiare con profitto alla scuola delle prove.
La carne è sì debole, non capisce, spesso non può capire, ma lo spirito, forte nella fede, non cessa di cercare fiducioso il volto del Salvatore, di sperare tutto da Lui, scorgendo persino il suo provvidenziale amore purificatore. Per questo il giogo del Signore è soave ed il suo peso leggero (cf Mt 11,30)!
Lo spirito dell'uomo non illuminato, non visitato dal Paràclito rimane più vulnerabile e cede al sopravvenire delle difficoltà. Tutto è difettoso, macchiato, guastato, senza senso e quando si perde il senso delle cose come è pesante il passo, non si progredisce nella vita spirituale, perché senza la sua forza nulla è nell’uomo, nulla senza colpa. Gesù lo conferma: …senza di me non potete far nulla (Gv 15,5).
Suor Josefa - priora Benedettina




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