Ecco perché una volta venuto lo Spirito Santo, lo preghiamo di svolgere con libertà il Suo compito plasticamente espresso in un incalzare di altri verbi: lava, bagna, sana, piega, scalda, drizza. Modi diversi per affermare l'urgente bisogno di guarire dai mali spirituali che ci fanno gemere e ripiegare su noi stessi.
Ci riconosciamo sporchi, aridi, feriti, duri, freddi, sviati in vari modi. Anche se adulti, siamo come rimasti bambini che sanno solo sporcarsi, malmenarsi, tenere il broncio; è sopravvissuto in noi quel monello che sempre pesta i piedi, non obbedisce, schiamazza. E così non è bello vivere!
Non ci si può accontentare di vivere schiavi delle passioni, quando siamo fatti per volare, cioè per alzare il cuore e lo sguardo verso il cielo interiore e poter stare in contemplante comunione con Dio.
Lo Spirito Santo - amore del Padre che ci ha creati e del Figlio che ci ha redenti - cosa fa? Vede il nostro stato pietoso, e vede anche la volontà che abbiamo di migliorare, perciò ascolta la nostra preghiera e passa all'opera; e allora:
non c'è macchia che resista alla sua potenza detergente,
non c'è aridità che non permetta all'acqua della Grazia di infiltrarsi;
non c'è ferita che non possa cicatrizzarsi;
non c'è orgoglio che non ceda la sua prepotenza e faccia ritrovare il sentiero dell'umiltà;
non c'è indurimento o gelo del cuore che non si sciolga a contatto col fuoco del Suo amore;
non c'è devianza che impedisca di rimettersi sulla strada del bene.
Se crediamo e ci affidiamo all'azione sanante e santificante dello Spirito, nulla potrà ostacolare gli effetti dei suoi interventi.
Con il Sacramento della Cresima abbiamo ricevuto i sette doni dello Spirito Santo (un numero che per la Bibbia significa totalità, completezza): sapienza - intelletto - consiglio - fortezza - scienza - pietà - timor di Dio, da utilizzare al momento giusto. Abbiamo perciò tutto quanto occorre per conoscere Dio, amarLo, obbedirGli, adorarLo e non offenderLo.
Quand'anche li usassimo male o non li usassimo affatto, questi doni non ci saranno mai ritirati. Dio non sta a guardare se li meritiamo o no: una volta donatici sono nostri.
Sta a noi rendercene degni, trafficarli, trarne giovamento per noi e per gli altri. Un motivo in più per essere grati a Dio che anche così si è fatto nostra provvidenza.
Attraverso questi doni lo Spirito Santo ci infonde tutta la forza spirituale per vivere da cristiani e ci offre già ora come premio un anticipo della gioia senza fine.
La morte stessa, allora, non potrà essere che un sereno passaggio da questa vita di prova alla vita beata.
Suor Josefa - priora Benedettina



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