Quando poi Saulo si rialza, si accorge di essere diventato cieco, tanto quella luce - venuta dall'Alto - lo ha abbagliato. Lui, che sapeva con quanti era partito da Gerusalemme e con quanti altri vi sarebbe tornato, ora non sa neppure cosa deve fare, perché di colpo è cambiato il programma, tutto riparte da capo e inizia in modo così sorprendente.
Non entra in Damasco a cavallo, alla testa di alcuni subalterni, ma a piedi, brancolante e condotto per mano; insomma, non entra da prepotente ma da impotente!
Il cavallo è divenuto inutile e anche le lettere che ha con sé, non servendo più, stanno ormai incenerendosi su qualche braciere. Quando si incontra Cristo, le cose fino a quel momento indispensabili, non lo sono più, si rivelano del tutto ingombranti.
È andata un po' così anche alla Samaritana, la quale, venuta al pozzo con la brocca per attingere acqua, dopo il colloquio con Gesù abbandonò la brocca - fino a quel momento di vitale necessità per lei - per improvvisarsi annunciatrice del Messia presso i suoi compaesani (cf Gv 4,6-7.28-29). A lei, come a Saulo, è successo quello che Gesù aveva predetto a Nicodemo nel colloquio notturno che, cioè, bisogna rinascere nello Spirito (cf Gv 3,1-7). Ecco perché Saulo è un rinato, un adulto tornato bambino bisognoso di tutto.
Per tre giorni non vede, non mangia, non beve; cerca unicamente di interiorizzare lo sconvolgente avvenimento, di riascoltare la voce che ha udito e porsi in preghi era... ma quanto misteriosamente diversa è ora la preghiera di questo fariseo osservante!
Anche noi dobbiamo saper interiorizzare quanto ci capita, meditare nel silenzio del cuore, come Maria (cf Le 2,19); scorgere nella fede l'intervento di Dio che ci parla nel quotidiano anche più banale come negli eventi più importanti, pronto sempre a compiere in noi grandi cose (cf Le 1,49).
Gesù, certo, non intende abbandonarlo in quello stato pietoso, quasi volesse prendersi una rivincita: persecuzione per persecuzione. Niente affatto, altrimenti, come potrebbe raccomandarci: ...imparate da me che sono mite e umile di cuore (Mt 11,29)?
Suor Josefa - Priora Benedettina




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