Sulle prime Anania, se non da proprio un rifiuto, si dimostra alquanto titubante ed esterna una certa paura che manifesta con umile spontaneità: Signore, riguardo a quest 'uomo...
Anche qui l'eco del comportamento di un altro pauroso, Giona, che contraddice immediatamente, non a parole ma con i fatti, il comando divino di andare a Ninive (cf Gio 1,1-3).
Ora che Anania conosce la portata del comando, al fedele Eccomi fa seguire il ripensamento,
quasi ritrae il piede, vuole ponderare bene la cosa, soprattutto giudicarne rischi e conseguenze. Si preoccupa persine di ricordare al Signore - caso mai non lo sapesse! - "chi è" questo Saulo e "con che intendimenti" è venuto a Damasco.
Amabilmente Gesù gli permette di sfogare tutto il suo umano turbamento, ma non cambia i-dea. Lo rasserena e lo induce a guardare Saulo non con i soli occhi terreni, ma attraverso i Suoi occhi divini e gli ripete: Va ', perché egli è per me uno strumento eletto per portare il mìo nome dinanzi ai popoli, ai re e ai figli d'Israele; e io gli mostrerò quanto dovrà soffrire per il mio nome ^
Anania, nei suoi confronti tu vedi bene, ma ti limiti a considerare il presente solo in riferimento al passato di quest'uomo. Io invece parto proprio da questo momento e. guardo in avanti, lontano e vedo il suo infaticabile operare alla mia sequela, vedo quanto mi sarà testimone fedele, strumento di elezione che farà risuonare in tutto il mondo il mio nome, a cominciare da Gerusalemme, perché a questo l'ho scelto.
Va', non preoccuparti, non aver paura, non temerlo, non sta incatenando nessun credente nel mio nome, sta solo pregando. Ormai Saulo mi appartiene, è per me e agirà per me, per e nel mio nome!
Certamente un compito per nulla appagante, infatti gli mostrerò quanto dovrà soffrire a causa del mio nome; non gli garantisco un avvenire facile, tutt'altro!
Non farà più paura ai miei discepoli, ma quanto si scontrerà con i suoi correligionari, quanto saprà farsi servo di tutti pur di guadagnarne qualcuno a Cristo (cf ICor 9,19); addirittura vorrà essere lui stesso anatema pur di salvare i suoi fratelli ebrei (cf Rm 9,3).
Sono Io a chiamarlo, penserò Io a fortificarlo così che con indomita franchezza diffonda la buona novella del regno dei deli (cf Ef 6,20). S
Suor Josefa - Priora Benedettina




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